Scheda di Paolo Damiani
Compositore, direttore d’orchestra, contrabbassista e violoncellista, didatta. Nato a Roma il 26 marzo 1952. 

Docente di jazz presso il Conservatorio di Santa Cecilia, Roma.
Laureato in Architettura presso l’Università di Roma. 

Diplomato in contrabbasso e musica jazz, dopo aver studiato composizione e strumento con Bruno Tommaso, Giorgio Gaslini, Franco Sbacco, Lucio Buccarella, Giorgio Pani, Fernando Grillo, Giuseppe Selmi, Frances Marie Uitti.

 Nel settembre 1999 è stato nominato direttore artistico e musicale dell’ONJ – Orchestra Nazionale Francese di Jazz -, primo artista straniero ad aver vinto il relativo concorso. Paolo Damiani è rimasto alla guida della prestigiosa compagine fino al settembre 2002, suonando in tutta Europa e registrando per la nota etichetta discografica tedesca ECM.

Dal 1996 al 1999 ha presieduto l’AMJ (Associazione Nazionale Musicisti Jazz).

Dal 1982 dirige il Festival Internazionale di jazz “Rumori Mediterranei”, di Roccella Jonica, dal 1998 quello di Roma “Una striscia di terra feconda” insieme ad Armand Meignan. 

E’ stato l’ideatore del coordinamento di festival jazz « L.I.R.A. » (Libere Iniziative di Ricerca Artistica), che comprende i più innovativi festival italiani di jazz.

Ha collaborato con alcuni dei più prestigiosi musicisti del mondo tra cui Pat Metheny, Kenny Wheeler, Albert Mangelsdorff, Billy Higgins, Charlie Mariano, Antony Braxton, Cecil Taylor, Gianluigi Trovesi, Trilok Gurtu, Miroslav Vitous, Barre Phillips, Tony Oxley, John Surman, Enrico Rava, Anouar Brahem, Marc Ducret, Louis Sclavis, François Jeanneau, Giancarlo Schiaffini, Paolo Fresu, Pino Minafra e Giorgio Gaslini con il quale ha debuttato professionalmente nel 1976.

Dal 1978 dirige proprie formazioni con cui ha partecipato ai più importanti festival del mondo, suonando tra l’altro a Parigi, Londra, Madrid, Lisbona, Berlino, Varsavia, New Dehli, Chicago, Montreal, Toronto, Vancouver, Istanbul, Rabat, Colonia, Francoforte, Siviglia, Porto, Le Mans, Grenoble, Zurigo, oltre che nelle più importanti rassegne italiane. 

Ha inciso tra l’altro per etichette come ECM, EGEA, ENJA, Splas(h), Leo records, Musica Jazz, Full Color Sound. Ha scritto musica per molti gruppi di teatro e di danza e partecipato a diverse trasmissioni radiofoniche anche in qualità di autore, come la fortunata serie radiofonica « Silenzi osceni », in cui il silenzio veniva analizzato in diversi contesti (poesia, musica, teatro, psicanalisi etc.).

Si occupa da sempre di ricerca musicale e didattica: tra l’altro ha insegnato presso i Conservatori di Milano e l’Aquila, è stato tra i fondatori della Scuola di Musica di Testaccio e ha collaborato stabilmente con l’ISMEZ per cui ha prodotto una ricerca sui rapporti fra jazz e cultura mediterranea e inventato l’IS Ensemble, un’orchestra nazionale giovanile selezionata tramite audizione.

Nel 1996, su diretto invito di Luigi Berlinguer, allora ministro della Pubblica Istruzione, è stato chiamato a far parte della Commissione incaricata di “individuare le conoscenze fondamentali su cui basare l’apprendimento dei giovani nella scuola italiana”. Nella Commissione figuravano tra gli altri Umberto Eco, Tullio De Mauro, Carlo Bo, Rita Levi Montalcini, Riccardo Muti, Maurizio Nichetti, Eugenio Scalfari, Antonio Tabucchi, Uto Ughi, Antonio Portolano, Roberto Maragliano, Giuseppe De Rita: in questo contesto lavora tuttora al progetto per la creazione dei Laboratori Musicali nella scuola italiana, facendo anche parte del comitato scientifico del CEDE insieme a Salvatore Sciarrino, Mimma Guastoni, Lida Branchesi, Carlo Del Frati.

Nel luglio 2006 è stato nominato membro del COMITATO NAZIONALE PER L’APPRENDIMENTO PRATICO DELLA MUSICA (D.M. 28 luglio 2006) creato dal Ministro Giuseppe Fioroni e presieduto dal prof. Luigi Berlinguer. Dal gennaio 2007 è coordinatore del gruppo ristretto. 

Tra i suoi gruppi l’Italian Instabile Orchestra (considerata dalla critica mondiale la più importante orchestra europea di jazz), e il quintetto Mediana, un organico particolare centrato sulle launeddas, antichissimo strumento sardo.

Recentemente ha fondato un nuovo settetto comprendente Diana Torto voce, Gianluigi Trovesi e Javier Girotto saxes e clarinetti, Danilo Rea, pianoforte, Bebo Ferra, chitarra ; Walter Paoli, batteria. 

Si esibisce anche in solo performances, o incontrando danzatori, come Virgilio Sieni o Giorgio Rossi (« Lolita ») e attori come Lella Costa, Arnoldo Foà, Giuseppe Cederna, David Riondino, Angela Finocchiaro, Fabrizio Gifuni, Sonia Bergamasco, nonché con lo scrittore Stefano Benni con il quale ha creato Lolita, Onehand Jack e altri strani amori e Sconcerto, un lavoro di musica e poesia basato sui testi di “Blues in Sedici” (Feltrinelli) letti in scena dall’autore.

Ha scritto inoltre le musiche per lo spettacolo « Il silenzio anatomico », di Ivano Marescotti con le poesie di Raffaello Baldini e da allora collabora stabilmente con il grande attore romagnolo (Lirismo enologico , Moby Dick). 

Insieme all’editore Vincenzo Sicchio ha inventato la collana di audiolibri recentemente allegata alla Repubblica e all’Espresso (giugno 2006), di cui ha curato la regia musicale coinvolgendo artisti come Benni, Cerami, Camilleri, Fiorello, Lella Costa, Arnoldo Foà, Piovani, Rava, Fresu, Trovesi, Bollani, e molti altri.

Dal 16 febbraio 2007, su designazione diretta del ministro Fabio Mussi, è membro del CNAM (Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale) del Ministero dell’Università e Ricerca.

PAOLO DAMIANI/ ROSARIO GIULIANI / MICHELE RABBIA TRIO

“Seven sketches in music”

Rosario Giuliani – sax
Paolo Damiani – violoncello, contrabbasso
Michele Rabbia- percussioni

Questo trio ha debuttato alla Casa del Jazz il 10 luglio, ma i tre solisti hanno spesso suonato insieme in diverse formazioni. In particolare , Damiani e Giuliani collaborano da tempo in duo, ed entrambi hanno sovente incrociato lo straordinario percussionista torinese.
Paolo Damiani è un musicista di grande progettualità, che ha sviluppato un linguaggio jazzistico originale ed europeo, distinguendosi per la capacità di far vivere l’estetica del jazz in contesti differenti da quelli tradizionali . Rosario Giuliani è invece una delle nuove grandi realtà del jazz internazionale. Gia’ artista in esclusiva della prestigiosa etichetta francese Dreyfus Jazz, per la quale ha inciso album di rilievo, ha appena pubblicato un nuovo lavoro per l’etichetta Auditorium Parco della Musica Records, con Damiani ospite.
Michele Rabbia e’ tra i più originali percussionisti del mondo, anche per la sintesi inventata tra tamburi ed Elettronica , verso il jazz che verrà .
Il repertorio e’ quasi interamente basato su composizioni edite ed inedite di Damiani e Giuliani.

Nei brani, pur fortemente strutturati, le linee del contrappunto tendono a generare spazi sonori aperti e flessibili in cui il respiro e il gesto improvviso danzano liberamente e con gioia. La cantabilità delle composizioni non rinuncia mai alla ricerca, intesa soprattutto come ascolto curioso, invenzione, stupore, ironica erranza, piacere, godimento.

Paolo Damiani – violoncello, contrabbasso

Rosario Giuliani – sax
Paolo Damiani – violoncello, contrabbasso

L’arte del duo ha percorso quasi interamente la storia del jazz; cominciata con i duetti dei primi anni ’20 tra il pianoforte di Jelly Roll Morton e la cornetta di King Oliver, proseguita nella seconda metà del decennio con quelli tra la chitarre di Eddie Lang e Lonnie Johnson, con lo stesso Lang e il violinista Joe Venuti e culminata nel sensazionale duetto tra Louis Armstrong e il pianista Earl Hines in Weather Bird, la conversazione a due voci ha poi trovato un altro punto di arrivo artistico nelle stupefacenti pagine realizzate, nel 1939/40, da Duke Ellington e dal contrabbassista Jimmy Blanton.

E’ però negli ultimi decenni che il duo si è enormemente sviluppato in ambito jazzistico, al punto che oggi è una delle possibilità più utilizzate dai musicisti, proposta con ogni tipo di combinazione strumentale e con alle spalle una discografia ormai imponente, costellata di capolavori. In questo appuntamento, l’arte del duo viene invece interpretata da due personalità di levatura mondiale quali Paolo Damiani e Rosario Giuliani.

Paolo Damiani è un musicista di grande progettualità, che ha sviluppato un linguaggio jazzistico originale ed europeo, distinguendosi per la capacità di far vivere l’estetica del jazz in contesti differenti da quelli tradizionali che, nell’ambito orchestrale, l’hanno visto protagonista sia nell’Italian Instabile orchestra che, come direttore, nell’Orchestre National De Jazz francese. Rosario Giuliani è invece una delle nuove grandi realtà del jazz internazionale. Gia’ artista in esclusiva della prestigiosa etichetta francese Dreyfus Jazz, per la quale ha inciso album di rilievo, ha da poco pubblicato un nuovo lavoro per l’etichetta Auditorium Parco della Musica Records, con Damiani ospite.

Talento, una profonda passione per la musica tutta ed una grande tecnica hanno condotto Rosario alla ribalta della scena europea ed internazionale.

DANILO REA - PAOLO DAMIANI

Danilo Rea, pianoforte
Paolo Damiani, violoncello a 5 corde “Blanche”

Paolo Damiani e Danilo Rea suonano insieme da oltre 25 anni : il cd di Damiani « Al tempo che farà », vincitore di 3 referendum (Musica Jazz, Musica & Dischi, Jazzmagazine) come miglior disco dell’anno 2007, e’ impreziosito dalla partecipazione di Danilo Rea, pianista sublime che ha collaborato con i più prestigiosi jazzisti del mondo nonché con Mina, Gino Paoli, Baglioni e molti altri.

In questo nuovo progetto, l’incontro fra i due avviene sul piano della melodia e di una collaborazione artistica che nel tempo si è trasformata in una profonda amicizia. Il repertorio comprende composizioni originali dei due artisti e notissime songs di provenienza diversa, puntualmente tradite. Tradizione e tradimento si rincorrono, il tradimento è in questo caso la più alta prova possibile d’amore verso un patrimonio che altri conservano con interpretazioni filologicamente perfette o massacrano con operazioni di dubbio gusto. Due artisti di assoluto prestigio internazionale: Rea , solista tra i più creativi del mondo, ha anticipato chiunque nell’ibridazione di linguaggi diversi, realizzando una sintesi assolutamente originale e poetica, ben oltre i generi e gli stili, trionfando recentemente a Umbria Jazz in uno stupefacente duo pianistico con Ramin Bahrami. Damiani, vincitore del Top Jazz 2010 come miglior compositore italiano, ha tra l’altro diretto l’ONJ (orchestra nazionale francese jazz) e attualmente guida l’Orchestra nazionale giovani talenti, ideata con il Teatro Puccini di Firenze, insieme al Miur. I due musicisti insegnano presso il Conservatorio di Santa Cecilia.

PAOLO DAMIANI, CLASSICHE MUSICHE LEGGERE

CD allegato a La Repubblica-L’Espresso, Maggio 2016

Se ha ragione John Blacking quando sostiene che tutta la musica è musica popolare , allora ogni insieme di suoni potrebbe trasformarsi in Canzone, forma nobile peraltro presente in tutti i generi musicali, come dimostrano Mozart, De André , Gershwin, Luciano Berio , Beatles e Danilo Rea. In questo nuovo progetto di Paolo Damiani, compositore e Direttore del Dipartimento Jazz del Conservatorio S. Cecilia, Classico, Leggero e Jazz convivono felicemente, dimostrando l’inconsistenza di certe etichette, buone tutt’al più nei negozi di dischi. Le melodie di Mozart, Rodrigo, Gershwin, Corelli e Mussorgsky si incontrano con i temi di Damiani, in un poetico affresco di ‘felici confusioni’ esaltato dalle qualità liriche dei superbi solisti qui coinvolti, molti dei quali docenti di jazz presso il Conservatorio di Roma. Due strumenti a fiato , due chitarre e due voci esplorano in modo originale la poetica del Doppio, un fil rouge sempre presente nell’opera di Paolo Damiani, ricca di temi seducenti ma anche di frammenti rubati e smarrite incertezze , fughe dal solco ed evasioni. Il tutto nel segno della leggerezza (la sottrazione di peso di Calvino, la sua ‘ ricerca di leggerezza come reazione al peso di vivere) e dell’ironica erranza: ‘errori’ che ti conducono altrove, finalmente.

Danilo Rea pianoforte
Rosario Giuliani sax alto e soprano
Francesco Fratini tromba e flicorno
Fabio Zeppetella, chitarra classica ed elettrica
Luigi Masciari chitarra elettrica
Alessandro Paternesi batteria
Ludovica Manzo, voce
Min Ji Kim soprano
Paolo Damiani violoncello, contrabbasso, musiche, direzione

PAOLO DAMIANI New Band

Ludovica Manzo, voce
Francesco Fratini, tromba
Paolo Damiani, violoncello e musiche
Luigi Masciari chitarra
Fabio Sasso, batteria

“Questo nuovo progetto comprende giovani musicisti ormai molto affermati e leader di proprie formazioni. Qui sono guidati da Paolo Damiani, compositore, violoncellista e direttore del Dipartimento jazz di S. Cecilia. Il repertorio prevede capolavori del jazz di autori come Ellington, Monk, Coltrane, Davis e composizioni originali di Paolo Damiani, caratterizzati da un’originale vena melodica che affonda le proprie radici nella musica etnica del Mezzogiorno e nell’Opera italiana.

Nei brani, pur fortemente strutturati, le linee del contrappunto tendono a generare spazi sonori aperti e flessibili in cui il respiro e il gesto improvviso danzano liberamente e con gioia. La cantabilità delle composizioni non rinuncia mai alla ricerca, intesa soprattutto come ascolto curioso, invenzione, stupore, ironica erranza, piacere, godimento.”

PAOLO DAMIANI, solo “Memorie future”

Immagino l’assolo di violoncello come una navigazione solitaria condivisa con alcune persone. Le composizioni scritte rappresentano un solido veliero -o alla peggio un salvagente-, l’improvvisazione è il viaggio in mare aperto. Posso decidere rotte e approdi o scegliere la via della fuga nel mondo dell’immaginazione.

Fuga dalla normalità e dalla pazzia, verso la creazione e nell’inconscio, un corpo che respira nudo e suda nel movimento, le mani corrono sulla tastiera e la pancia elabora le vibrazioni dello strumento. E intanto il racconto va avanti tra canti e rumori, ritmi e silenzi, fughe e scoperte di nuovi limiti , fino a dimenticare da dov’ero partito, per arrivare a percorrere questo doppio binario, questo territorio, e l’inizio era soltanto una linea ; per arrivare ad abitare questo nido, questa casa, e l’inizio era soltanto un mattone. Per giocare con me stesso e forse sentirmi meno solo, utilizzo un delay, macchina infernale che permette di memorizzare una breve frase e ripeterla a piacere : la ripetizione in musica non è mai duplicazione, rappresenta piuttosto l’emergenza di aspetti ignoti, una sorta di memoria del futuro e di un tempo sospeso e instabile, nello spazio Nudo.