“Il y avait des partitions et j’ai pris un plaisir immense à les interpréter. A Terracina, le jazz n’existait pas. Mais il y a une vraie scène en Italie. Chez nous, la culture musicale est forte. On entretient avec elle des rapports intenses. Le folklore qui tient une grande place, sert d’initiation à l’art en générale et plus particulièrement à la musique.”

Questo pensiero, sintetico ma efficace, rilasciato durante una intervista ad un giornalista francese, rappresenta bene Rosario Giuliani: lo spartito era di Charlie Parker ed il musicista aveva solo dodici anni. Qualche anno più tardi da quell’incontro con l’opera del sassofonista americano, completerà gli studi classici presso il Conservatorio di Musica “L. Refice” di Frosinone, ottenendo il massimo dei voti.

Tenacia – in una città dove “le jazz n’existait pas” – talento, una profonda passione per la musica tutta ed una grande tecnica hanno condotto Rosario alla ribalta della scena europea ed internazionale, facendo parlare la critica di lui come di una vera e propria rivelazione, une bénédiction.

I toni entusiastici e trionfali usati dalla stampa per definire le caratteristiche di Giuliani derivano proprio dalle peculiarità del suono che sa produrre: con disinvoltura riesce a trarre dai suoi sassofoni un fraseggio fluido, allacciandosi con naturalezza ai grandi sassofonisti della storia del jazz. Il musicista, pur ispirandosi a dei modelli, colpisce proprio per la sua originalità quasi istintiva, che è facilmente identificabile non solo nell’approccio con gli strumenti, ma anche nella composizione delle partiture.

Di rilievo anche il palmarès, che annovera autorevoli riconoscimenti. Nel 1996 risulta vincitore del premio intitolato a Massimo Urbani e l’anno seguente dello “Europe Jazz Contest”, assegnatogli in Belgio come miglior solista e miglior gruppo; nel 2000 si aggiudica il “Top Jazz” nella categoria nuovi talenti e nel 2010 come miglior sassofonista dell’anno, risultando primo nel referendum annuale indetto della rivista specializzata Musica Jazz. Inoltre vince nel 2010 e nel 2013 il Jazz It Awards come miglior sax alto.

Tante e prestigiose anche le sue collaborazioni nell’ambito del jazz, dove ha avuto modo di affiancare musicisti di valore assoluto quali Charlie HADEN, Gonzalo RUBALCABA, Phil WOODS, Enrico PIERANUNZI, Enrico RAVA, Franco D’ANDREA, Martial SOLAL, Jeff “Tain” WATTS, Mark TURNER, Kenny WHEELER, Bob MINTZER, Joe LOCKE, Joe LA BARBERA, Daniel HUMAIR, Stefano BOLLANI, John PATITUCCI, Cedar WALTON, Dedè CECCARELLI, Biréli LAGRENE, Philip CATHERINE, Sylvain LUC, Donald HARRISON, Marc JOHNSON, Joey BARON, Guy BARKER, Jean-Michel PILC, Richard GALLIANO ecc..

Dopo le tante incisioni con diverse etichette italiane e non solo, nel settembre del 2000 Rosario Giuliani ha firmato un importante contratto con la prestigiosa casa discografica francese Dreyfus Jazz, con la quale ha registrato cinque albums di grandissimo successo: “Luggage” (Aprile2001), “Mr. Dodo” (Ottobre 2002), “More Than Ever” (Ottobre 2004) feat. Richard GALLIANO e Jean-Michel PILC, “Anything else” (Gennaio 2007) feat. Dado MORONI e Flavio BOLTRO, “Lennie’s pennies” feat. Joe LA BARBERA (Marzo 2010), “Images” (Aprile 2013) feat. Joe LOCKE, John PATITUCCI e Joe LA BARBERA, “The Hidden Side” (2015).

Giuliani, apprezzato dalle platee internazionali, si divide tra i tanti appuntamenti concertistici in Italia e all’estero, suonando nei festival Jazz a Liegi (Belgio), Gexto Jazz Festival (Spagna), Blue Note Jazz Festival, Jazz at Lincoln Center (New York), Umbria Jazz (Italia), Jazz a Vienne (Francia), Jazz Baltica (Germania), JVC Jazz Festival (France), Town Hall (New York), Basel Jazz Festival (Swiss), Nancy Jazz Pulsation (Francia), North Sea Jazz Festival (Olanda), London Jazz Festival (Inghilterra), Marciac Jazz Festival (Francia), Rotterdam Jazz Festival (Olanda), Oeiras Jazz Festival (Portogallo), Ankara Jazz Festival (Turchia), Audi Jazz Festival (Germania), Porto Rico Jazz Festival, Kanazawa Jazz Festival (Giappone), Vilnius Jazz Festival (Lituania) e poi ancora in manifestazioni che hanno avuto luogo in California, Nuova Caledonia, Israele, Mexico, Hong Kong, Algeria, Ungheria, Russia, SIberia ecc. Nel 2006 e nel 2014 ha partecipato a tours di grande successo che ha toccato le principali città della Repubblica Popolare Cinese.

La carriera artistica di Rosario Giuliani vanta esperienze numerose, eterogenee ma sempre di elevato spessore. Diretto da maestri di fama internazionale come Ennio MORRICONE, Luis BACALOV, Armando TROVAIOLI, Gianni FERRIO, Nicola PIOVANI, Ritz ORTOLANI, ha partecipato a numerose incisioni per colonne sonore cinematografiche. Inotre ha fatto parte dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma.

THE HIDDEN SIDE - Parco della Musica Records

Rosario Giuliani – sax
Alessandro Lanzoni – piano
Luca Fattorini – contrabbasso
Fabrizio Sferra – batteria

Special guest
Paolo Damiani – violoncello
Marcella Carbone – arpa

A sfogliare le pagine di un dizionario, la voce “nascosto” non regala particolari emozioni, o sorprese, o significati (appunto) appartati, solitari, desueti. Il senso, però, che al termine vuol attribuire Rosario Giuliani con questo suo nuovo, emozionante, lavoro, va al di là delle convenzioni, e delle attese. Perché la parte che viene sottratta alla vista, il lato oscuro al quale, lungo tutto l’arco del disco, il sassofonista allude, è qualcosa d’altro. Arriva, cioè, da un’epifania, dalla manifestazione di un nuovo orizzonte, dall’aprirsi – improvviso – di nuove prospettive. Dallo sbocciare di pratiche della creazione, della visione, e dell’ascolto alle quali Giuliani si è avvicinato con la cautela di chi è abituato a soppesare ogni gesto, ma con la curiosità che rende grande un’artista, costringendolo quasi a una curiosità febbrile e spasmodica verso mondi e orizzonti lontani.

L’epifania è la scoperta, elementare e semplice, di un’idea musicale appartata, fatta di ragionamenti ai quali il musicista pontino non era prossimo, ma dentro la quale si è proiettato senza schermi, o corazze. Partecipando a una registrazione di Paolo Damiani, si è materializzato l’incontro – l’epifania, appunto – con una musica diversa, che forse rappresentava la parte nascosta di quella che Giuliani aveva sempre frequentato e scritto. Un impianto dentro il quale far muovere le idee, i suoni e i ritmi come pedine di un risiko dell’anima, in cui gli spazi non si occupano ma si controllano, in cui la strategia non è vincere, ma abbandonarsi al piacere del canto sospeso, del gesto accennato, dell’alea.

Come conciliare, dunque, questa diversa prospettiva dentro un quadro di riferimento – emotivo prima che musicale – del tutto nuovo? Come trovare i tratti comuni per identificare sia il percorso regolare che l’imprevista deviazione? Sta tutto qui il (gioco di) prestigio che Rosario Giuliani estrae dal cilindro: non un trucco, sia chiaro, e neanche un’illusione, quanto piuttosto la creazione ex novo di un sistema di significati debordante, affrontata senza pudore, cercando oltre le consuetudini la parte nascosta di qualcosa che si è sempre visto parzialmente, di cui non si è talvolta avuta la capacità di guardare oltre, o attraverso.

Tradurre in musica una simile congerie di sensi non era facile. Per farlo, Giuliani ha dapprima inventato un suono, una cubatura timbrica, un sostegno sonico capace di essere elastico e cedevole al tempo stesso: resiliente. La presenza del violoncello e dell’arpa – nelle mani, rispettivamente, di Paolo Damiani e Marcella Carboni – è solo un indizio; la prova del ragionamento è nella scelta della sezione ritmica, costruita con altrettanta geniale lungimiranza, e ottenuta alchemicamente contrapponendo il più immaginifico, icastico e visuale dei batteristi italiani, Fabrizio Sferra, al giovanissimo pianista Alessandro Lanzoni, dal timbro ossimoricamente brillante e pensoso, e all’eclettico Luca Fattorini, a suo agio sia con lo strumento elettrico che col contrabbasso.

Sistemato il presupposto timbrico, Giuliani ha composto musiche che sorprenderanno l’abituale ascoltatore, abituato forse a un jazz più muscolare, energico e vibrante. Ragionando sugli spazi, il sassofonista ha esplorato un versante diverso e pieno di promesse, sperimentando forme e vuoti, lavorando su ritmi e armonie, così come sulla loro assenza. Un affresco emozionale, dentro il quale il rischio, il gioco, l’alea e la poesia abitano con le stesse credenziali.

Per un progetto così personale, quasi privato, Giuliani non si è limitato a comporre: ha anche immaginato una sorta di musica a programma. I titoli del disco alludono a molte delle cose con le quali perdiamo contatto: la forza dell’amore, la magia dei colori,  una voce ascoltata e forse dimenticata, il cielo la luna e le stelle. Ogni brano è l’invito a guardare, osservare, cercare, se è il caso, la parte nascosta delle cose, i sensi più riparati, i lati invisibili. A non fermarsi all’apparenza.

Tutti, tranne l’ultimo. Tamburo, infatti, è dedicato a Marco Tamburini. Ma sappiamo che Marco non se n’è andato, come tutti credono. Semplicemente, da qualche parte, si è nascosto.

Vincenzo Martorella

CINEMA ITALIA - Jando Music - Via Veneto Jazz

Rosario Giuliani | alto & soprano sax
Luciano Biondini | accordion
Enzo Pietropaoli | doublebass
Michele Rabbia | drums, percussions, electronics

Cosa sarebbe il cinema senza la musica? La musica rivela, infatti, tutto quello che le immagini non riescono a rendere. L’importanza della colonna sonora a volte trascende addirittura quella delle immagini e delle storie e spesso i grandi registi, e i temi di questo disco ne sono la testimonianza, costruiscono intorno ad essa la struttura dei propri capolavori. Nel cinema italiano di capolavori ne abbiamo avuti molti e continuiamo a distinguerci nel mondo per quest’arte.

E’ un omaggio al grande cinema italiano che ha contribuito a far conoscere il nostro paese ovunque e che ha nel tempo consolidato una tradizione di eccellenza così come eccellente è il cast di musicisti di questo disco: Rosario Giuliani al sax, Luciano Biondini alla fisarmonica, Enzo Pietropaoli al contrabbasso e Michele Rabbia alle percussioni,batteria ed elettronica.

Un punto di vista musicale contemporaneo che non tradisce mai la melodia di questi temi indimenticabili, ma allo stesso tempo li presenta con una nuova forza e vitalità dimostrando la loro immortalità e sorprendendo sempre l’ascolto con la modernità delle versioni proposte.

Temi indimenticabili di film indimenticabili, tra i quali 8 e mezzo, C’era una volta in America e Nuovo Cinema Paradiso, firmati dagli inarrivabili Nino Rota ed Ennio Morricone. Accanto a questi brani e compositori iconici, due originali firmati da Rosario Giuliani e Luciano Biondini (Bianco e Nero e What is there what is not) che dimostrano ancora una volta la forza narrativa di questi due grandi artisti.

 

RECENSIONI

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THE GOLDEN CIRCLE

Rosario Giuliani – alto sax
Fabrizio Bosso – tromba
Enzo Pietropaoli – contrabbasso
Marcello Di Leonardo – batteria

Nel 1965 al Golden Circle, locale jazz di Stoccolma, Ornette Coleman dopo una lunga assenza dalle scene registra un doppio album live dalle sonorità e timbriche innovative. E’ il suo primo album con la Blue Note e rappresenterà una chiave di volta della sua carriera. Da questo live leggendario prendono spunto 4 grandi jazzisti Italiani: Rosario Giuliani, Fabrizio Bosso, Enzo Pietropaoli e Marcello Di Leonardo. Formano un “cerchio d’oro” immaginario, dove racchiudono le loro esperienze, abbandonano per una volta i panni di leader e mettono al servizio di una band vera e propria tutta la loro grandezza di interpreti e compositori. Non si tratta solo di un tributo ad Ornette Coleman ed alla sua musica, ancora oggi inaspettatamente “moderna” dopo 50 anni, ma più un pretesto per provare ad avvicinarsi a quello che Coleman chiamava “The New Thing”. Oltre a brani celebri di Coleman (come Congeniality o Jayne dedicata alla moglie, la poetessa Jayne Cortez) il cd è arricchito da 3 brani originali composti per l’occasione ed i musicisti sembrano dirci quello che ripeteva sempre Coleman: This is our music. The Golden Circle è una produzione Jando Music|Via Veneto Jazz ed il cd sarà distribuito dalla Universal.

 

BOOKING PER GIAPPONE / ASIA: “NEW AGE PRODUCTIONS”
Claudio Angeli
Via della Mendola,18
00135 Roma
Tel. : ++39 349 2416738
Fax : ++39 06 3314471
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Enrico Pieranunzi & Rosario Giuliani ``Duke’s Dream ``

Omaggio a Ellington

Enrico Pieranunzi, pianoforte
Rosario Giuliani, sax alto & soprano

Era il 1974 quando Edward Kennedy Ellington, detto “Duke” se ne andava. Qualcuno ha scritto, non a torto, che “Duke” non era un soprannome, ma un meritato titolo nobiliare. Tre anni prima m’era capitato di sentire dal vivo la sua orchestra. Era proprio vero: Ellington era un nobilissimo capotribu’, capace con uno sguardo di inviare e mettere in moto nei suoi musicisti un tasso di energia straordinario. E’ a questo gigante, il più creativo e prolifico compositore afro-americano del Novecento, che Pieranunzi e Giuliani intendono rendere omaggio, suonando una selezione di brani tra i più di mille che Ellington ha composto. Un tributo a un musicista monumentale, la cui enorme eredità artistica merita, a quarant’anni dalla  scomparsa, di essere ricordata, riproposta, riscoperta ancora una volta.

 

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Progetto CINEMA ITALIA
Progetto THE HIDDEN SIDE